Condivisione: Il principio originario come modello di successo

Condivisione: Il principio originario come modello di successo

Ottobre 2021

Sharing! Un megatrend che fa molto rumore. Tuttavia: la condivisione non è un’idea nuova. Perché è così d’impulso in questo momento? E quali potenzialità offre lo sharing all’industria? Prima di tutto: grandi.

Viviamo nell’era della condivisione. Lo fanno i privati e le aziende: mettono le loro risorse a disposizione degli altri. Se il tutto avviene a pagamento, si parla di Sharing Economy. Sulle piattaforme online, le persone noleggiano utensili, mobili, appartamenti o automobili. Le aziende condividono spazi di stoccaggio, mezzi di trasporto o macchine.

Sarebbe comunque sbagliato ridurre la condivisione dei megatrend in una prospettiva economica. Perché la condivisione senza scambio di denaro è onnipresente. Post sui social media, voci di Wikipedia o software open source sono solo tre esempi.

Illustrazione: Justin Wood
Illustrazione: Justin Wood

Sharing e industria

I motivi per cui condividiamo sono molti. Quando le aziende condividono, tuttavia, la motivazione è solitamente chiara: si tratta di efficienza e crescita. In molte aziende ci sono sempre dei tempi morti durante i quali i sistemi di produzione possono essere condivisi con altri produttori. L’obiettivo: sfruttare in modo ottimale le macchine e aumentare la redditività.

Delle capacità in eccesso ne beneficiano naturalmente anche gli utenti: soprattutto le piccole e medie imprese hanno accesso a risorse nuove o aggiuntive: «Il Pay per Use evita investimenti elevati», afferma Wildemann, che gestisce anche una società di consulenza gestionale. Con i fondi gratuiti possono migliorare i loro prodotti o aprire nuovi mercati.

Condividere i dati, ma in sicurezza

Molte aziende si preoccupano della sovranità dei propri dati. Tuttavia, esistono approcci innovativi al problema; ad esempio, l’architettura di riferimento dell’International Data Spaces Association (IDSA). Sviluppato sotto la guida dell’Istituto tedesco Fraunhofer per il software e la tecnologia dei sistemi, il modello risponde alle esigenze di sicurezza delle aziende: norme chiare sull’utilizzo garantiscono il mantenimento della sovranità dei dati. Inoltre, le informazioni non vengono archiviate né centralmente né esternamente e la trasmissione avviene solo tra il fornitore e il cliente, crittografata end-to-end e in tempo reale.

Se troviamo soluzioni per uno scambio di dati sicuro ed equo, nulla ostacola lo sharing.


Horst Wildemann, Professore di Management presso l’Università Tecnica di Monaco

Illustrazione: Justin Wood
Illustrazione: Justin Wood

Sharing nella Smart Factory

Più le fabbriche sono collegate in rete, in modo intelligente e flessibile, più facile è condividere i sistemi di produzione con altri produttori. La Smart Factory – visione dell’Industria 4.0 – offre quindi le condizioni ideali per lo sharing.

Ad esempio, gli standard IoT aperti e i sistemi informatici consentiranno alle aziende partner di accedere direttamente ai sistemi condivisi.


Dominic Gorecky, Direttore della Swiss Smart Factory

Il centro di competenza per l’Industria 4.0 dello Switzerland Innovation Park Biel/Bienne Sharing è già in fase di sperimentazione in diversi progetti. Gorecky: «In particolare, mettiamo a disposizione di terzi le nostre risorse produttive ed esaminiamo come devono essere nel concreto il networking, l’automazione e la sicurezza IT».

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